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12. Amare il nemico: una sfida cristiana che interroga anche il mondo islamico

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Amare il nemico: una sfida cristiana che interroga anche il mondo islamico Le parole di Gesù «Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano» (Mt 5,44), insieme alla sua scelta di non opporre la violenza alla violenza e alla preghiera per i suoi persecutori sulla Croce (Gv 18,11; Lc 23,34), esprimono uno degli aspetti più radicali del Vangelo. Ma come potrebbero essere percepite queste parole da un musulmano? E quali elementi offre il Corano per comprendere questo confronto?  È necessario anzitutto evitare una contrapposizione semplicistica. Il Corano contiene, infatti, insegnamenti che valorizzano il perdono, la pazienza e la risposta al male attraverso il bene. Un passo particolarmente significativo afferma: «La buona azione e quella cattiva non sono uguali. Respingi quella cattiva con quella che è migliore» (Corano 41,34). Il versetto prosegue osservando che, attraverso questo atteggiamento, persino chi era nemico può diventare «come un amico since...

11. Perché Benedetto XVI pronunciò il discorso di Ratisbona? Fede, ragione e dialogo nella verità

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    Perché Benedetto XVI pronunciò il discorso di Ratisbona? Fede, ragione e dialogo nella verità Il 12 settembre 2006, nell’Università di Ratisbona, dove aveva insegnato teologia prima di diventare Papa, Benedetto XVI pronunciò uno dei discorsi più importanti del suo pontificato. Quelle parole suscitarono reazioni molto forti, soprattutto nel mondo islamico, spesso perché vennero lette attraverso poche frasi estrapolate dal loro contesto. In realtà, l’intenzione di Benedetto XVI era ben diversa: egli desiderava riflettere sul rapporto tra fede e ragione e offrire una base autentica per il dialogo tra il cristianesimo, l’islam e la cultura contemporanea. Il Pontefice prese spunto da un dialogo del XIV secolo tra l’imperatore bizantino Manuele II Paleologo e un dotto persiano. La celebre citazione relativa alla diffusione della fede mediante la violenza non costituiva il pensiero personale di Benedetto XVI, ma l’avvio di una riflessione più ampia. Il cuore del discorso non e...

10. Il matrimonio secondo Gesù e secondo Maometto: due visioni della famiglia e della dignità della donna

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    Il matrimonio secondo Gesù e secondo Maometto: due visioni della famiglia e della dignità della donna di Carlo Silvano Il matrimonio occupa un posto centrale sia nel cristianesimo che nell’islam. Entrambe le religioni lo considerano una realtà importante per la vita dell’uomo e della donna, ma lo comprendono in modo profondamente diverso. Le differenze non riguardano soltanto il numero degli sposi, ma anche il significato stesso dell’amore coniugale, della fedeltà e della dignità della donna. Gesù non introduce una nuova concezione del matrimonio, ma richiama il progetto originario di Dio espresso fin dalle prime pagine della Genesi. Rispondendo ai farisei, afferma: «Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina e disse: “Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne?” Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto» (Mt 19,4-6; cfr. Gen...

9. Che cos’è il martirio per un cristiano? La testimonianza dell’amore fino al dono della vita

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     Che cos’è il martirio per un cristiano? La testimonianza dell’amore fino al dono della vita di Carlo Silvano Tra le parole che il cristianesimo e l’islam hanno in comune vi è certamente quella di martire . Tuttavia, dietro questo stesso termine, le due religioni esprimono concezioni profondamente diverse. Comprendere il significato cristiano del martirio è essenziale non soltanto per conoscere la storia della Chiesa, ma anche per cogliere il cuore del Vangelo. La parola greca martys significa anzitutto testimone . Prima ancora di indicare chi muore per la fede, essa descrive chi rende testimonianza a Gesù Cristo con tutta la propria vita. Soltanto in seguito, poiché molti cristiani furono uccisi proprio a motivo della loro fede, il termine assunse il significato di colui che offre la propria vita pur di non rinnegare Cristo. Gesù stesso prepara i suoi discepoli a questa possibilità. «Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi» (Gv 15,20). E ancora: «...

8. Gesù e Maometto di fronte alla donna: due modelli profondamente diversi

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  Gesù e Maometto di fronte alla donna: due modelli profondamente diversi di Carlo Silvano Quando si confrontano il cristianesimo e l’islam, è importante non limitarsi alle dottrine astratte, ma osservare anche la vita dei loro fondatori. Le convinzioni religiose si comprendono meglio attraverso l’esempio concreto di chi le ha trasmesse. Sotto questo profilo, il rapporto con la donna costituisce uno degli aspetti più significativi del confronto tra Gesù e Maometto. I Vangeli presentano Gesù come un uomo che si relaziona alle donne con una libertà e un rispetto straordinari per il suo tempo. Non emerge mai alcun interesse personale o vantaggio nei loro confronti. Gesù non prende moglie, non fonda una famiglia secondo la carne e vive interamente la propria missione come dono di sé. Il suo comportamento è sempre caratterizzato dalla gratuità. Le donne non sono mai considerate un possesso né uno strumento. Gesù dialoga con loro, le ascolta, le guarisce, le difende quando vengo...

7. La dignità della donna tra Vangelo e Corano

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   La dignità della donna tra Vangelo e Corano: un confronto necessario per un dialogo autentico di Carlo Silvano Uno dei temi più significativi nel confronto tra cristianesimo e islam riguarda il ruolo della donna. È una questione che interessa non soltanto la teologia, ma anche la famiglia, la società, il diritto e la cultura. Affrontarla con rispetto significa evitare sia i pregiudizi sia le semplificazioni, lasciando parlare anzitutto le fonti delle due religioni. La Bibbia apre la sua riflessione affermando una verità fondamentale: uomo e donna sono entrambi creati a immagine e somiglianza di Dio (Gen 1,27). La loro uguale dignità precede qualsiasi distinzione di compiti o di responsabilità. Questa visione trova il suo pieno compimento nella persona di Gesù Cristo. I Vangeli mostrano infatti un atteggiamento di Gesù sorprendente per il contesto culturale del suo tempo. Egli dialoga pubblicamente con la Samaritana, superando barriere religiose, etniche e soci...

6. Che cosa significa davvero “Figlio di Dio”? Una spiegazione ai lettori musulmani

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    Che cosa significa davvero “Figlio di Dio”?     Una spiegazione ai lettori musulmani di Carlo Silvano Tra le espressioni che più frequentemente suscitano incomprensioni nel dialogo tra cristiani e musulmani vi è certamente il titolo attribuito a Gesù di “ Figlio di Dio” . Per molti musulmani questa affermazione appare incompatibile con l’unicità di Dio. Il Corano rifiuta, infatti, con decisione che Allah abbia un figlio: «Non si addice ad Allah prendersi un figlio» (Corano 19,35); «Non ha generato e non è stato generato» (Corano 112,3). Se però si vuole comprendere davvero la fede cristiana, è necessario domandarsi anzitutto che cosa i cristiani intendano con questa espressione. La Chiesa non ha mai insegnato che Dio abbia generato un figlio nel senso biologico o umano del termine. Un’idea del genere sarebbe incompatibile con la fede cristiana, che professa un Dio eterno, spirituale e trascendente. Quando il Nuovo Testamento chiama Gesù “Figlio di Dio”, utilizz...