3. Perché la Trinità non è politeismo? Una riflessione rivolta ai lettori musulmani
Perché la Trinità non è politeismo?
Una riflessione rivolta ai lettori musulmani
di Carlo Silvano
Tra le obiezioni che più frequentemente i musulmani rivolgono ai cristiani vi è l’accusa di professare una fede politeista. La dottrina della Santissima Trinità viene spesso interpretata come la credenza in tre dèi distinti oppure come una forma di associazione di altri esseri a Dio (shirk), il peccato che il Corano considera il più grave (Corano 4,48; 4,116; 5,72-73).
È importante, tuttavia, che ogni religione venga compresa a partire da ciò che essa realmente insegna. Nessun dialogo può essere autentico se si fonda su idee inesatte riguardo alla fede dell’altro.
Il cristianesimo non ha mai insegnato l’esistenza di tre dèi. Al contrario, esso professa con assoluta chiarezza che Dio è uno solo. Questa convinzione nasce dall’Antico Testamento e viene pienamente confermata da Gesù. Alla domanda sul più grande comandamento, Egli risponde citando lo Shemà d’Israele: «Ascolta, Israele: il Signore nostro Dio è l’unico Signore» (Mc 12,29; Dt 6,4). Il monoteismo rappresenta dunque il fondamento stesso della fede cristiana.
Che cosa significa allora la Trinità? La Chiesa insegna che nell’unica natura divina esistono tre Persone: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Non si tratta di tre esseri separati, né di tre divinità, né di tre parti di Dio. Le tre Persone possiedono interamente e inseparabilmente l’unica natura divina. Il Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC) afferma: «La Trinità è una. Noi non confessiamo tre dèi, ma un Dio solo in tre Persone» (CCC 253). E ancora: «Le Persone divine non si dividono l’unica divinità, ma ciascuna di esse è Dio tutto intero» (CCC 255).
Questa fede non nasce da una speculazione filosofica, ma dalla rivelazione di Gesù Cristo.
Nei Vangeli Gesù parla continuamente del Padre come di una Persona distinta da Lui e, nello stesso tempo, afferma una comunione unica con il Padre: «Io e il Padre siamo una cosa sola» (Gv 10,30). A Filippo dichiara: «Chi ha visto me ha visto il Padre» (Gv 14,9). Prima della sua Ascensione ordina agli Apostoli di battezzare «nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» (Mt 28,19). È significativo che il testo dica «nel nome», al singolare, e non «nei nomi», indicando così un’unica realtà divina.
Anche lo Spirito Santo non viene presentato come una semplice forza impersonale. Gesù lo chiama «Paraclito», promette che insegnerà ogni cosa ai discepoli e renderà testimonianza di Lui (Gv 14,26; 15,26). Nella fede cristiana, dunque, lo Spirito Santo è una Persona divina che opera insieme al Padre e al Figlio.
Spesso il dialogo con i musulmani incontra un altro equivoco. Il Corano respinge decisamente l’idea che Dio abbia un figlio nel senso umano del termine: «Non ha generato e non è stato generato» (Corano 112,3). Da questo punto di vista, anche i cristiani sono pienamente d’accordo: Dio non genera un figlio attraverso un’unione fisica o biologica. Quando la Chiesa proclama che Gesù è il Figlio di Dio, parla di una generazione eterna, spirituale e misteriosa, che appartiene alla vita stessa di Dio e non alla dimensione materiale. Per questo il Credo niceno afferma che il Figlio è «generato, non creato, della stessa sostanza del Padre».
Un altro passo del Corano sembra attribuire ai cristiani una concezione della Trinità composta da Dio, Gesù e Maria (Corano 5,116). La fede cattolica non ha mai insegnato una simile dottrina. La Vergine Maria di Nazareth è una creatura, la Madre del Verbo incarnato, venerata come la più grande tra i santi, ma mai adorata. La Trinità comprende esclusivamente il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.
Per comprendere meglio il mistero trinitario può essere utile una riflessione. Quando san Giovanni afferma che «Dio è amore» (1Gv 4,8), rivela qualcosa di essenziale sulla natura divina. L’amore autentico implica sempre una relazione: chi ama, chi è amato e l’amore che li unisce. La fede cristiana vede nella Trinità la pienezza di questa comunione eterna. Il Padre ama eternamente il Figlio; il Figlio ricambia eternamente l’amore del Padre; lo Spirito Santo procede come vincolo personale di questo amore. Dio, dunque, non è solitudine assoluta, ma comunione perfetta.
Naturalmente nessuna analogia riesce a spiegare completamente il mistero di Dio. Il Catechismo ricorda che la Trinità è il mistero centrale della fede cristiana (CCC 234). Mistero, però, non significa assurdità o contraddizione; significa una realtà infinita che supera le capacità della ragione umana senza opporsi ad essa.
Da parte musulmana si potrebbe obiettare che Dio, essendo onnipotente, non ha bisogno di rivelarsi come Trinità. Il cristianesimo risponde che non si tratta di una necessità imposta a Dio, ma di una libera scelta del suo amore. È Dio stesso che ha voluto far conoscere agli uomini la propria vita intima attraverso Gesù Cristo. «Dio nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato» (Gv 1,18). E ancora: «Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me» (Gv 14,6).
Per questo motivo, il cristiano non considera la Trinità un’aggiunta successiva al monoteismo, ma il suo pieno compimento. L’unico Dio rivelato nell’Antico Testamento manifesta definitivamente il suo volto nel Figlio e comunica il suo amore mediante lo Spirito Santo.
Comprendo che un musulmano possa non condividere questa fede. Il dialogo autentico, tuttavia, non richiede di rinunciare alle proprie convinzioni, ma di comprendere correttamente quelle dell’altro. Prima di affermare che i cristiani credono in tre dèi, è necessario conoscere ciò che la Chiesa insegna realmente. E ciò che essa insegna, da duemila anni, è semplice quanto impegnativo: esiste un solo Dio, eterno e onnipotente, che ha rivelato la sua unica natura nella comunione del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. La Trinità, pertanto, non è una forma di politeismo, ma il cuore stesso del monoteismo cristiano.
Il presente blog è curato da Carlo Silvano, autore di numerosi volumi. Per informazioni cliccare sul collegamento alla piattaforma della libreria Feltrinelli: Libri di Carlo Silvano su Feltrinelli


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